Marco Lodola

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Frequenta l'accademia di Belle Arti a Firenze e a Milano. Successivamente, all'inizio degli anni '80, si affianca al nuovo futurismo.

Lodola affianca l'arte visiva ad altre discipline: letteratura, musica, cinema, design. Si avvicina presto all'uso di materiali plastici che sagoma e colora con una tecnica personale attraverso l'uso di tinte acriliche. Più tardi la sua ricerca lo porta a cercare di inserire fisicamente la luce nei suoi lavori: nascono le sculture luminose, che caratterizzeranno tutta la produzione artistica[1].

Successivamente Lodola torna alla pittura ad olio, riproducendo su tela le proprie sculture, spesso a dimensione naturale: il tema più ripreso è quello della danza e delle ballerine, della Vespa e delle pin up, in stile retrò.

Ha esposto al Padiglione Italia della 53ª Biennale di Venezia un'installazione luminosa, e partecipa alla 54ª Biennale di Venezia con il progetto a cura di Vittorio Sgarbi “Cà Lodola”[2], e successivamente alla triennale di Milano, nel 2009.

Le sue opere sono presenti in vari musei, e ha realizzato scenografie per film, trasmissioni, concerti ed eventi. In particolare è stato attivo nella moda e nel teatro, ha creato un manifesto per le olimpiadi invernali di Torino 2006[3] e per la facciata dell'Ariston per il festival di Sanremo 2008[4].

Ha realizzato opere a scopo commerciale, ha collaborato in campo musicale con gli 883 e Max Pezzali (realizzando la copertina dell'album Gli Anni), i Timoria e Omar Pedrini, Gianluca Grignani, Ron. Nel 2009 ha allestito a Milano, in collaborazione con il comune, in piazza del Duomo, il Rock’n’Music Planet con venticinque sculture che rappresentano altrettanti personalità della musica contemporanea[5]. Si è occupato inoltre della scenografia della settima edizione di X Factor[6], e per il film “Ti presento un amico” di Carlo Vanzina e ha realizzato una scultura per il gruppo Hotel Hilton[7].

Nel luglio 2016 allestisce la scenografia per Il teatro del silenzio di Andrea Bocelli, nelle colline di Lajatico[8].

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